Marco Tardito OISEAUX ENSEMBLE musica jazz

Marco Tardito OISEAUX ENSEMBLE

MARCO TARDITO clarinetto - clarinetto basso
MASSIMILIANO GILLI violino
STEFANO RISSO contrabbasso
DONATO STOLFI batteria - percussioni
PIETRO BALLESTRERO chitarra

L'ensamble Oiseaux, attivo dal 1994, ha perseguito in questi anni, a partire dalla scelta di un ridotto organico strumentale e di un particolare mood, una ricerca nel campo della musica descrittiva e strutturale, con una particolare attenzione all'uso di soluzioni timbriche inusuali.
Questo lavoro si è concretizzato nell'incisione del primo cd "MARCO TARDITO -OISEAUX QUARTET", che presentava le linee guida della ricerca musicale intrapresa dal gruppo e che, rilevate dalle recensioni di giornali specializzati, sarebbero state approfondite successivamente.

"...da notare è un attento uso della" complessità nascosta", ovvero l'introduzione di elementi ricercati e rari che, senza appesantire la condotta globale dei brani, donano un piacevole senso di diversità (per esempio il tempo 7\4 di "Dragon Lullaby")...." (FEDELTA DEL SUONO-Aprile-1996).


Successivamente, il gruppo, costituito da strumentisti con una solida formazione accademica, ha focalizzato la propria attenzione sulla musica classica ed etnica dell'Europa dell'Est (IVO PAPASOV, GEORGHE ZAMFIR, IGOR STRAVINSKIJ ecc) cercando di coniugare linguaggi diversi provenienti da mondi musicali apparentemente antitetici, che trovano proprio nell'utilizzo di parametri ritmici irregolari e di tecniche non convenzionali, un denominatore comune.
La ricerca timbrica, e dell'articolazione del linguaggio, incentrata su clarinetto e tromba, si è concretizzata nella produzione del secondo cd "OISEAX QUARTET - LES ARTISTES DU CIRQUE", accolto favorevolmente dalla critica specializzata nazionale ed internazionale, con recensioni lusinghiere su giornali come CADENCE(USA), WIRE (Inghilterra), MUSICA JAZZ (Italia), JAZZ IT (Italia), JAZZ MAN (Francia), ALL MUSIC GUIDE (USA), IL GIORNALE DELLA MUSICA (Italia) ecc...


"Oiseaux è un notevole esempio di cosa c'è di più bello nel jazz italiano... Essi conoscono la musica di N.Rota e hanno ascoltato la musica klezmer, la musica operistica italiana e anche le marce da circo. Così essi padroneggiano la musica folk Europea con facilità e il quartetto crea una straordinaria varietà di colori già soltanto con i due strumenti a fiato... Non vi può mancar.!"(CADENCE-July-2001).

"...La banalità è bandita, la ricerca sfocia in una espressività multiforme e colorata e la suite è la forma più idonea a contenere lo sfaccettato percorso musicale dei brani tutti originali. Denso di sottigliezze, è il disco rivelazione del jazz d'avanguardia italiano".(IL GIORNALE DELLA MUSICA-febbraio-2001)


"I brani sono costruiti con dovizia di particolari, originali e per certi versi sorprendenti, in conseguenza della grande varietà di situazioni proposte che contrasta con l'atmosfera generale, sempre di una sotterranea vena malinconica. Nonostante l'assenza del pianoforte, i musicisti riescono sempre a riempire ogni spazio, suonando a incastro con felici intersecazioni e sovrapposizioni, sempre inserite in un piano perfettamente programmato, anche se con ampi spazi per l'improvvisazione." (MUSICA JAZZ-Febbraio 2001).

"I dettagli scritti inducono rapidi cambiamenti di tempo e di volume con i due fiati che si immergono e ascendono in unisoni e poi in direzioni opposte. Concentrandosi sulle sfumature piuttosto che sull'energia o l'acrobazia, il gruppo lascia un'impressione di fantasia.temperata da pratiche scorrerie...."(ALL MUSIC GUIDE-2001)

"Sebbene mettano in evidenza ritmi dell'est Europa questa realizzazione contrasta con il lavoro di Brad Shepik e il suo entourage di New York. Risonanti composizioni per una realizzazione magica"
(WIRE-december 2001)

"L'estremo rigore di scrittura e di esecuzione è costantemente bilanciato da un'allegria tipicamente Italiana. Gaio, vivo e accattivante come un prosecco di antica annata. Una vera scoperta. (JAZZ MAN -octobre 2001).

Su quest'ultimo giornale il CD "LES ARTISTES DU CIRQUE " è stato segnalato fra le migliori uscite del mese di Ottobre 2001.
Il gruppo ha vinto nel 1996 il concorso per gruppi jazz e di musica etnica "ARCORE IN JAZZ" promosso dalla provincia di Milano ed ha svolto un'attività concertistica nelle rassegne legate a questi ambiti musicali:
FOLK CLUB-Torino(1997), "LINGUAGGI JAZZ"-Piccolo Regio Puccini(1999),"MERIDIANI JAZZ"-Comune di Civitavecchia(1999, "JAZZ A PALAZZO"-Giardini Reali di Torino"(2001), "INTERPLAY" rassegna di danza e musica (2001), ecc ...


Attualmente il gruppo, costituito da cinque elementi, si è avvicinato alla musica etnica indiana, adottandone le procedure strutturali ma con un repertorio completamente originale, basato su composizioni scritte appositamente per l'ensamble. Clarinetto, violino, tabla, contrabbasso e chitarra utilizzata con accordature aperte che si rifanno alla sonorità del sitar, si intersecano in un fitto gioco di scambio dei ruoli che più che all'interplay jazzistico si rifà alla successione temporale della musica indiana e alle procedure contrappuntistiche della musica classica Europea.
Lontano quindi dall'organizzazione della musica classica indiana, sempre improvvisata dentro le regole del "Raga" (e quindi legata ad un solo ambito tonale ) la musica dell'Ensamble ne adotta però il graduale svilupparsi dentro un "crescendo " energetico .Ancora la ricerca di un suono originale ha indotto la scelta di musicisti con un background il più ampio possibile e con un'alta capacità di interpretare il rigore di una scrittura musicale complessa.
Il suono globale dell'ensamble si coagula spesso attorno alla sonorità della chitarra che utilizza bordoni particolari senza che la musica ripercorra gli ambiti armonici essenzialmente modali della musica etnica indiana.
La scansione del tempo è spesso frastagliata, ricca di soluzioni non convenzionali e anche se non legata alla ciclicità dei "Tala" indiani, comunque sempre permeata di quella leggerezza, quella levità che solo le tabla sanno fornire.

Marco Tardito musicista e compositore